Contesto

Dati e territorio

Enti Pubblici
Sin dal 2003 Direttive europee, nazionali e regionali, hanno invitato e indirizzato enti pubblici ed associazioni a valorizzare il proprio patrimonio informativo, aprendolo alle imprese e ai cittadini, favorendo così la nascita di nuovi servizi e opportunità.

In linea con gli obiettivi dell'Agenda Digitale del Veneto e con il Piano Triennale per l’informatica nella PA 2019-2021 la Regione Veneto, nelle “Linee guida per l’ecosistema regionale veneto dei dati aperti (Open Data)” invita gli Enti locali aprire il proprio patrimonio informativo a “piccoli passi”, secondo un approccio che si fonda sul principio che ogni Amministrazione apra il maggior numero di dati possibile conformemente alle risorse a propria disposizione.
Ogni struttura organizzativa è chiamata non solo al conferimento dei propri dati, ma alla definizione di una vera e propria “Strategia Open Data”, che stimoli la produzione di dati di qualità e il loro riutilizzo, a fini sociali e anche commerciali. Per questo motivo, la gestione dei dati aperti necessita di chiare linee di indirizzo e coordinamento.
Viene fatto esplicito riferimento al “Modello 5 stelle” di Tim Berners-Lee, modello qualitativo standard adottato per la pubblicazione di dati aperti.

Associazioni ed Imprese
Dal 2003, prima pubblicazione di queste indicazioni, sino ad oggi, gli sviluppi economici hanno portato mutamenti profondi anche nelle organizzazioni presenti sul territorio.
Le nostre istituzioni e le nostre organizzazioni intermedie (Associazioni, imprese, …) hanno operato scelte organizzative, di gestione delle informazioni e di rapporto con i cittadini favorendo una “riorganizzazione” degli uffici e dei sistemi informativi. Scelte in parte condizionate da necessità di ristrutturarsi in modo economicamente più sostenibile.

Le tecnologie utilizzate (Data Bases relazionali, applicativi e piattaforme WEB ) sono tuttavia rimaste sostanzialmente inalterate negli ultimi 15 anni, confermando una progressiva concentrazione di dati, perdita di flessibilità e innovazione che si sta via via propagando dalle sedi locali a quelle regionali e nazionali.

In questo contesto le organizzazioni intermedie presenti sul territorio rischiano di perdere gradualmente presenza, rappresentanza, autonomia  e controllo delle informazioni esistenti.
Le scelte tecnologiche operate hanno portato qualche beneficio in termini di riduzione di costi, ma hanno disintegrato il tessuto di conoscenze e di relazioni locali, lasciando il singolo cittadino a “vivere” il suo territorio ricercando informazioni nel Web e "navigando" tra i servizi messi a disposizione dai veri proprietari del dati (google, amazon, facebook, booking e pochi altri).

Conclusioni
L'invito quindi alla pubblicazione di nuovi dataset di vario tipo, se non verrà accompagnato da un tavolo di confronto locale sui collegamenti da attivare tra i dataset raccolti, sui metadati utili alla nascita di nuovi servizi e iniziative di coinvolgimento dei cittadini, rischia di non avere gli effetti desiderati e non portare alcuna efficace valorizzazione dei nostri territori.

Sono ormai passati 14 anni dalla data in cui Berners-Lee ha esposto le sue considerazioni sul suo modello di condivisione dei dati nel Web. L'invito, raccolto dalla Regione Veneto ed accompagnato alla raccomandazione di aprire il patrimonio informativo a “piccoli passi”, rischia di essere superato dal tempo e travolto dai mutamenti che la globalizzazione digitale imporrà nei prossimi anni.

Occorrono quindi iniziative nuove e da attuarsi nel breve periodo, di ricoscimento e valorizzazione dei “nostri” dati, perché ciascuno di noi non si trovi tra poco a dover chiedere a Google o Alexa qual è la comunità in cui sta vivendo. 

Obiettivi del progetto | Roadmap